.

 

 

Il 19 giugno del 1918 Pierantoni Francesco tornò a casa dalla guerra impossibile immaginare quale era il suo stato d' animo dopo quattro anni di guerra e  due anni di prigionia a Mauthausen rivedeva la moglie ma non trovava più le sue figlie morte per l' epidemia di spagnola, comunque tornò,  riprese la vita interretta il 25 maggio del 1915 ,chi non torno più fu suo cugino purtroppo rimasto per sempre sul Carso, questa e la storia che racconterò come giusto omaggio a chi in un tempo difficile seppe  fare il suo dovere fino in fondo anche avendo la possibilità di poter sfuggire come vedremo alla guerra.

 

 

 

                                                                                                   

 

 

 

Lista di leva di Canarini Umberto

 

 

 

Correva l’anno 1914 e come ogni giovane che compiva 19 anni avrebbe dovuto presentarsi per la visita medica militare infatti era nato il 24 aprile del 1895 nel comune di Frontone Pesaro/Urbino, nel 1914 la guerra era già iniziata sul fronte occidentale, la Francia ed il Regno Unito fronteggiavano la Germania ad oriente la Russia l’ Austria, in questa fase l’ Italia tentennava tra interventisti non interventisti, come si vede dalla lista di leva la visita medica fu rinviata al primo dicembre 1914 perché l’interessato era all’estero ma a quel tempo le comunicazioni non erano quelle di oggi e da un'altra nota leggiamo “addi 31 gennaio 1915 avviato in visita a Roma non presentatosi dichiarato renitente”venire dall’ America non era facile,altra nota porta la data 10 aprile 1915 “abile  ed arruolato soldato di prima categoria quale renitente della classe 1895 viene arrestato, di seguito cancellata la nota non essendosi riscontrato nell' iscritto il dolo di sottrarsi agli obblighi di leva “ il conto alla rovescia era iniziato, avrebbe potuto rimanere in America chi l’ avrebbe più trovato,ma tornò pur sapendo che la guerra era imminente.Fin quì la lista di leva proseguendo con il foglio matricole apprendiamo che il 12 aprile del 1915 fu inviato al reggimento in questo caso il 27o reg. artiglieria da campagna (batterie),dopo un periodo di istruzione giusto in tempo perché il 24 maggio del 1915 l’ Italia dichiarava guerra all’Austria. la 27a batteria da campagna viene aggregata alla terza armata comandata dal duca d’Aosta ,schierata nel basso Isonzo,Carso ed in questa veste partecipò alle prime sanguinose battaglie dell’ Isonzo Si vide subito che il maggior ostacolo negli assalti erano i campi di ferro “spinoso” che l’ artiglieria convenzionale non riusciva a distruggere per aprire dei varchi essenziali per il loro superamento, furono fatti vari studi su come trovare un sistema efficace e la soluzione fù quella di costituire un nuovo corpo di artiglieria da trincea al quale fù data in dotazione un arma moderna quanto antica la "bombarda" la quale operando in prima linea riusciva la dove i cannoni a tiro curvo non riuscivano l’ apertura di passaggi nei reticolati, gli addetti a questa nuova arma furono chiamati “bombardieri del re".

 

 

                                                                                                                                           CARTOLINE REGGIMENTALI DEL 27° REGGIMENTO ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA PRIMI DEL 900 LA SEDE IN TEMPO DI PACE ERA MILANO

 

Postazione tipica di una bombarda da 240 L si noti la semplicità dell' arma dei tubi collegati insieme questo ne faceva un arma anche pericolosa non rari gli scoppi dei tubi,  lanciava una carica da 800 ai 1200 metri influenzata anche dal vento che data la sua non veloce uscita dai tubi ne variava la traiettoria.

 

  Trasporto di una bombarda da 240 per il trasporto servivano molti uomini qui ne vediamo una smontata

 

Le munizioni da 240 avevano forma ovoidale allungata con l'im­pennaggio costituito da quattro alette a croce. Il corpo d'acciaio poteva essere costruito con tre pezzi saldati con due saldature oppu­re con due pezzi uniti da una saldatura. Il bocchino anteriore portava un tappo porta spoletta che ne facilitava il caricamento e su cui si avvitano le spolette francesi Mod. IT 1915 con e senza ritardo e Mod. PR 1916. Il detonatore secondario era costituita da un cilindretto di pentrite del diametro di 47 mm.

Effetti. Le bombe da 87, in un reticolato di media resistenza, apri­vano varchi dai 6 a 12 mt. di diametro. In terreno di media com­pattezza producevano imbuti di 8 rnt. di diametro e profondi 3 mt. circa. Le bombe da 71 e 67, per il fatto che erano più corte, aveva­no un efficacia pari a 8/10 di quelle da 87. II tempo di volo per raggiungere la gittata di 950 mt. era di 17 secondi con la massima carica di lancio raggiungeva i 1400mt.

 

 

Postazione di bombarda da 240 sul carso 1917

Le munizioni per bombarda

Foto tratte da i "Bombardieri del re"

IL1 gennaio 1916 aprì la scuola di Sussegana per formare gli organici delle batterie furono richiesti dei volontari ai ranghi dell' artiglieria in special modo all’ artiglieria da campagna, dal foglio matricolare vediamo che Umberto si offri volontario ed il 6 febbraio del 1916 fu trasferito al deposito di Nervesa dove si formavano i gruppi per la scuola.Qui lo vediamo nella divisa dei bombardieri ,si vedono le mostrine nere dell’artiglieria ed il fregio sulle spalline dei bombardieri,questa è l’ unica foto che abbiamo di lui fatta alla scuola di Sussegana.

 

CANARINI UMBERTO NELLA DIVISA DEI BOMBARDIERI

Foto concessa da Rosaria Canarini

FREGIO SU MANICA DEI BOMBARDIERI

FREGIO SU BERRETTO

 

Il corso fu di breve durata il 23 febbraio 1916 escono dalla scuola di Sussegana i primi gruppi esattamente le batterie 1- 2 -3 -4 che vanno ad operare nella 3a armata Umberto viene inserito nella 2a batteria e con essa resterà fino alla fine inizialmente il loro armamento e’ composto da bombarde da 58a bombarde di piccole dimensioni rispetto a quelle che verranno .Sappiamo che la seconda batteria il 29giugno del 1916 si trova zona Carso e partecipa ai combattimenti sul monte san Michele con le nuove bombarde da 240 che sparavano proiettili da 60 kg. Ed è con questa nuova arma che partecipano il 30 ottobre 1916 alla 9a battaglia dell’ Isonzo inquadrati nel XI corpo di armata ed ad operare nella zona del Veliki kribak. Con la 9a battaglia finì il 1916  vi fù un periodo di calma che preludeva alla 10a nei mesi che seguirono furono fatti i preparativi artiglierie e munizioni furono preparate, il 12 maggio del 1917 iniziò la preparazione delle artiglierie e bombarde, in questa fase la 2a batteria composta da 8 pezzi faceva parte del XI corpo d 'armata 22a 4a divisone schierate dal Fajti a Nakusniek da Nakusniek a Castagnevizza.nelle varie doline in particolare nella dolina "bari"(tutte le doline avevano un nome) Già il 14 maggio bisogna dire che la dolina Bari era stata teatro di un disastroso fatto, in essa era postata la 72a batteria comandata dal tenente Verdinois nel corso della battaglia un proiettile incendiario la colpisce facendo esplodere le munizioni e provocando la morte di quasi tutto il personale compreso il ten. Verdinois. Una sezione della 2a batteria viene dispiegata quindi il giorno 20 maggio nella dolina "Bari" (chiamata ormai dolina della disgrazie) la comanda Il ten Giuseppe jacobacci mentre il comandante della batteria e’ il capt.no Dario Vivaldi Pasqua proveniente dai ranghi della cavalleria (foto sotto)

 

 

JACOBACCI GIUSEPPE
Parma 1894 ---Dolina Bari 23 maggio 1917
Figlio di Cornelio. Laureando in scienze commerciali, Tenente Bombardiere, fu decorato di medaglia d’argento al valore militare. Morì combattendo da valoroso nei pressi di Castagnevizza: rimase imperterrito al suo posto incitando i serventi a continuare il fuoco, preferendo morire anziché cedere davanti al nemico.
FONTI E BIBL. Gazzetta di Parma 23 e 29 maggio e 23 giugno 1917, 4 giugno 1918, 23 maggio 1919

Nella foto vi e' un errore nel nome Emilio anziche' Giuseppe

 

Qui riposa il Ten. Jacobacci a "Redipuglia " nel cimitero della terza armata  (foto Ambrosi Mauro)

Necrologio del tenente jacobacci apparso sulla gazzetta di parma il 28 maggio 1917

 

 

 

 

Schieramento italiano il 23 maggio 1917 il punto verde posizione dolina Bari davanti q.ta 363

Le linee contrapposte dal fajti a castagnevizza si nota la dolina bari zona pojo nakusnjek

Archivio Pierantoni

Il 22 maggio inizia il tiro delle artiglierie e delle bombarde dal Fajti al mare, nel corso della battaglia la batteria svolge lodevolmente il suo compito sparava sui reticolati di q.ta 363,in questo settore del fronte l' azione avrebbe dovuto essere dimostrativa cioè non era la direttrice d' attacco principale ma diversiva nella 10a battaglia dell' isonzo, le autorità di fanteria sul posto esprimono al comandante della batteria il proprio compiacimento per l’efficacia del fuoco eseguito, ma il 23 maggio mattina un proiettile di grosso calibro 380 austriaco colpisce in pieno la sezione del ten. Jacobacci facendo esplodere le munizioni ed uccidendo tutto il personale tra cui Umberto era chiaro ormai visti i precedenti che l’ artiglieria austriaca aveva perfettamente inquadrato la dolina bari, il capitano Pasqua accorso fece sgomberare i feriti e riprendere il tiro dai pezzi rimasti i caduti come prassi furono seppelliti nella dolina stessa, venne 11a battaglia, venne Caporetto la terza armata dovette abbandonare le posizioni fino ad allora tenute e retrocedere fino al Piave, un anno dopo finalmente la vittoria tanto attesa permise di ritornare sul Carso cosi quando si recuperarono i resti dei soldati della terza armata per il nascente sacrario di Redipuglia ci si accorse che la maggior parte dei soldati noti erano divenuti ignoti, questo era in maggior parte dovuto al fatto che la piastrina di riconoscimento in uso consisteva in un riquadro di carta inserito in un contenitore metallico che ovviamente essendo stato  nel terreno si era degradato ( foto sotto) quindi non fu piu' possibile risalire al nome e cognome, ecco il motivo di tanti ignoti. Sicuramente Umberto riposa fra gli ignoti della invitta 3a armata nel sacrario di Redipuglia essendo li raccolti i resti di tutti i caduti sul Carso ,ed anche il suo comandante di batteria ten. jacobacci.Per quanto riguarda la specialità dei bombardieri il 15 0ttobre 1919 fu chiusa la scuola di Sassuolo dove era stata trasferita dopo Caporetto ed il materiale residuo venne preso in carico dalla direzione d'artiglieria di Genova, in totale furono istruiti dalle scuole di Sussegana e Sassuolo circa 6.000 ufficiali e 120000 soldati e graduati, le perdite negli anni 1916-1918 furono di 1100 ufficiali e 17000 soldati e graduati morti feriti e dispersi le ricompense al valor militare concesse al corpo durante il conflitto furono 2 medaglie d'oro 323 d'argento 840 di bronzo 5500 croci di guerra e 195 encomi solenni, ma lo spirito di corpo malgrado la soppressione della specialità, portò a costituire "l'associazione nazionale bombardieri del re" padrino della cosa fu Gabriele D'annunzio che per l'occasione conio il seguente motto " demoni della vampa e del fragore, alacri sinfonetti della guerra" .

 

 

DRAPPO "ASSOCIAZIONE BOMBARDIERI DEL RE "  ANNI 20

 

 

 

 

Varie piastrine di riconoscimento prima guerra mondiale

 

 

 La dolina "Bari" come era nel 1920 sotto la q.ta 363 numero 7 si possono vedere i reticolati linea nera sui quali sparavano le bombarde della 2a batteria questa foto panorama lunga svariati metri fu fatta e pubblicata a corredo dell' esercito italiano nella grande guerra 1915 - 1918

Dolina bari come è all'interno mappa elaborata da Mauro Ambrosi

 

Archivio Pierantoni

 

 

 

La dolina bari oggi vedendo questi muri non  sembra che quanto descritto sopra sia proprio accaduto qui queste erano le postazioni delle bombarde della 2a batteria attualmente la dolina Bari si trova in Slovenia.

 

Postazioni bombarde altra angolazione

Foto Mauro Ambrosi

 

 

 

 Medaglia conferita come si può vedere postuma a Canarini Umberto

IL medagliere ideale da sinistra

1) Medaglia dell' unità  d' Italia 1848- 1918 2) Medaglia coniata nel bronzo nemico con barrette delle campagne 3) Medaglia interalleata 4) Croce al merito di guerra almeno tre mesi di prima linea

Al Milite Ignoto fu concessa la medaglia d'oro con questa motivazione:
"Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz'altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria."

 

 

 

 

Medaglia di gratitudine alle madri dei caduti per la patria (Maria Concetta  Pierantoni in Canarini   )

                                                                          

Questa era la medaglia data con il diploma (foto Stefano Mari)

Diploma fatto pervenire alla famiglia negli anni 20

 

 

 

 

 

 

        Diplomi Concessi da Rosaria Canarini  

 

                                                                                                                                         

DULCE ET DECORUM EST PRO PATRIA MORI  (ORAZIO ODI III 2 13)

       

                                                                  1915   CARSO   1917  QUI' MORTE FERITE E DOLORE COLSE IN CENTO BATTAGLIE IL FIORE DEI SOLDATI D' ITALIA

 

"RESTARONO A MILLE A MILLE PER VOLER PASSARE E NON LASCIAR PASSARE"

 

 

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RINGRAZIAMENTI A PERSONE ED ENTI CHE HO COINVOLTO IN QUESTA RICERCA

 

       1)      Archivi di stato di Ancona – Urbino – Pesaro – Roma per la ricerca della lista di leva e del foglio matricolare.

2)      Il personale della biblioteca del centro simulazione e validazione dell’ esercito di Civitavecchia nella persona del suo direttore ten. col. Dott.Pasquale Maldera per l’ottima collaborazione nella ricerca dei testi.

3)      Mauro Ambrosi conoscitore ed appassionato di “doline” carsiche nella ww1 con lui abbiamo ricostruito i fatti del 23 maggio 1917  la posizione della dolina Bari.ecc.ecc.

4)      Ezio Pasqualetto con lui abbiamo iniziato la ricerca anzi lui la ha iniziata per me.

5)      Rosaria Canarini nipote di Umberto che ha messo a disposizione  foto e documenti originali.

6)      Dott.ssa Sara Pierantoni per la ricerca e la catalogazione dei documenti originali

7)  Commissariato Generale onoranze caduti in Guerra (Difesa Onorcaduti) per la ricerca del luogo di sepoltura

8) Gli amici del forum di "cimetrincee" che con i loro interventi hanno dato un valido aiuto alla ricostruzione dei fatti.

 

 

 BIBLIOGRAFIA

 1)      “I bombardieri nella guerra 1915/1918” volume XIV della storia dell’ artiglieria italiana autore generale Carlo Montu. Varie edizioni

2)      L’esercito italiano nella grande guerra  1915/1918 a cura ministero della difesa stato maggiore dell’esercito ufficio storico. Vol. IV tomo 1-2-3   ed.1950

3)      “Bombardieri dal Carso a Vittorio Veneto” ten. col. F Bargali Petrucci   1934

4)      “Pezzo fuoco bombardieri ed artiglieri nella grande guerra”  ten. Lentini 1934

5)      “I bombardieri del re”  la storia l’armamento del corpo dei bombardieri della grande guerra    Cappellano/Marcuzzo   2005

6)      “La grande guerra  1915 / 1918” Gen. Emilio Faldella  Longanesi 1960”

7)      “I bombardieri nella guerra 1915 – 1918” Rivista di artiglieria e genio 1935 E.Maltese

8)      “Prima di Caporetto”  La decima e l’ undicesima battaglia dell’Isonzo Gianni Baj Maccario - Anton von Pitreich ed. LEG  2007

9)      “Gente di trincea “ La grande guerra sul Carso e sull’ Isonzo  Lucio Fabbi  ed. Mursia 1994

10) "IL CARSO della grande guerra le trincee raccontano" Antonio Scrimali -Furio Scrimali  ed. Lint Trieste

11) "Le undici offensive sull' Isonzo" Gen. Pietro Maraviglia  libreria dell' littorio Roma 1928

12) "Sui campi di battaglia del medio e basso Isonzo"   Turing Club Italiano 1927

    

  Sottofondo musicale  " Michael Kamen" - Band Of Brothers Main Theme.mp3

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